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Come curare le emorroidi, consigli e prodotti

Cosa sono le emorroidi e come curarle

Le emorroidi sono delle normali strutture anatomiche, costituite da un tessuto vascolarizzato, situate nella parte terminale del retto; solitamente esse non vengono avvertite dalle persone, ma in particolari situazioni possono gonfiarsi dando origine ai sintomi della malattia emorroidaria. Le emorroidi situate al di sopra della giuntura fra retto e ano vengono denominate interne, quelle che si formano al di sotto sono chiamate esterne. Possono essere provocate da stipsi cronica, gravidanza, sforzi eccessivi e ripetuti, cibi piccanti, dieta povera di fibre, obesità, familiarità. I sintomi più caratteristici della malattia emorroidaria sono sanguinamento, dolore e prurito.

La complicanza più frequente della emorroide è il prolasso, ossia i vasi dilatati e sfiancati finiscono per fuoriuscire dall’orifizio anale.

Per curare le emorroidi bisogna consumare alimenti ricchi di fibre (cereali integrali, frutta, verdura); evitare l’eccessivo consumo di carni rosse (bovino e maiale), preferendo quelle bianche (pollo, tacchino) e il pesce; bere molti liquidi (almeno 2 litri di acqua al giorno) aiuta a rendere più voluminose e morbide le feci, contrastando la stitichezza. Eliminare totalmente cibi piccanti e troppo speziati, limitare il più possibile alcool e caffè, per prevenire gli attacchi dolorosi.

Le cure per emorroidi cambiano in base alla loro gravità; nei casi meno gravi, è presente solo il prurito e per curarle basterà fare il bidet frequentemente aggiungendo all'acqua bicarbonato di sodio. Quando, oltre al prurito, sono presenti altri sintomi, si usano pomate per emorroidi o supposte che contengono sostanze che riducono l’infiammazione; quella classica, composta sostanzialmente da lievito di birra, è acquistabile senza ricetta medica ed è la "Preparazione H".

Nei casi più gravi si interviene chirurgicamente, tra le tecniche più diffuse, quella meno invasiva, molto precisa e senza nessun taglio è la dearterializzazione emorroidaria transanale o metodo Thd, che prevede la suturazione dell'arteria rettale superiore in modo da interrompere l'afflusso di sangue alle emorroidi che di conseguenza si riducono. In caso di prolasso la mucosa viene poi riposizionata nella sua sede naturale. Questa tecnica ha dei tempi di recupero post-operatori rapidi e l’assenza di ferite riduce di molto il dolore.

Cosa sono le ragadi anali e come curarle

Le ragadi anali sono delle erosioni cutanee, particolarmente dolorose e irritanti. Se le lesioni sono superficiali possono guarire spontaneamente nel giro di pochi giorni. In caso contrario, i rimedi per le ragadi prevedono di bere molto e sotto controllo medico assumere integratori di fibra e leggeri lassativi. Nei casi di ragadi croniche, molti si sottopongono a intervento chirurgico, basato sulla parziale resezione dello sfintere anale interno oppure sulla cosiddetta anuloplastica. Entrambi gli interventi sono abbastanza semplici, normalmente non richiedono una degenza per più di 24 ore e hanno un basso rischio di complicanze.

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