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In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso

Sostanze chimiche e salute un legame a doppio filo

Molte patologie dipendono da fattori ambientali, troppo spesso non considerati nella diagnosi medica. Se ne è parlato a Torino al 4° Workshop Nazionale Image Un vaso di Pandora pieno fino all’orlo. La lista delle patologie correlate a fattori ambientali è lunghissima ma poco conosciuta. “L’ambiente si comporta come uno specchio, riflettendo sull’uomo le sostanze ricevute, più o meno nocive, veicolate da tre principali vettori: l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, il cibo con cui ci nutriamo. A sua volta, l’uomo-bersaglio può subire tutti quei malanni che formano la cosiddetta patologia ambientale”, ha detto il patologo ed ex docente all’università di Torino Giancarlo Ugazio, parlando al 4° Workshop Nazionale Image che si è chiuso il 23 maggio a Torino, dedicato quest’anno al tema “Medicina ambientale e salute: verso la smart health”. Il risultato è che “l’attesa di vita grezza sta aumentando grazie al progresso, ma, per gli stessi motivi, l’attesa di vita sana sta diminuendo in modo progressivo dal 2003”. Dietro le mille sostanze chimiche che popolano la nostra vita quotidiana c’è un mondo, che in molti casi però non viene considerato in fase di diagnosi. Dal colon irritabile alla fibromialgia, dalle cefalee al reflusso gastrico, dall’orticaria all’ipertensione: queste patologie hanno in molti casi tra le proprie cause un’esposizione a solventi, composti organici volatili, muffe, fumo, catrame, gas, scarichi di motori a scoppio. Ma quando si va dal dottore raramente vengono considerati: in Italia mancano competenze, ma anche esami diagnostici specifici. La “medicina ambientale”, insomma, ha ancora molta strada da fare. “Sappiamo tutti che certe patologie, vedi per esempio il morbo di Parkinson, sono legate all’esposizione a coloranti, conservanti, pesticidi, metalli pesanti. Non si può più continuare a far finta di niente”, ha spiegato al Workshop Image Antonio Maria Pasciuto, medico fondatore di ASSIMAS (Associazione italiana medicina ambiente salute), che da anni studia le correlazioni tra salute e ambiente. Questi composti, ha confermato Ugazio, “possono già avere effetti a dosi infinitesimali” e “agiscono secondo un effetto cocktail sinergico, potenziandosi tra loro”. Con questa dinamica interagiscono in particolare tra sé amianto, campi elettromagnetici e veleni ambientali. La patologia-simbolo dell’azione combinata di molti fattori diversi è la Sensibilità chimica multipla (SCM), una sindrome irreversibile che “colpisce circa il 10% della popolazione, predisposto geneticamente ed esposta ripetutamente ad agenti patogeni ambientali anche a dosi minime”. Tra questi ci sono le sostanze a cui siamo esposti quotidianamente, come detersivi, profumi, cosmetici, tinture per capelli, concimi e pesticidi anche per piante da appartamento, fumi di scarico e di tabacco, campi elettromagnetici. Da soli questi ultimi possono essere alla base di mutazioni genetiche e inibire la secrezione da parte dell’ipofisi della melatonina, efficace fattore antitumorale. E poi c’è l’amianto, il killer bianco di solito identificato con il mesotelioma pleurico, ma causa in realtà di decine di altre patologie, tumorali e non. “Secondo la letteratura biomedica, i principali organi bersaglio dell’azione patogena dell’asbesto, cancerogena e/o non tumorale, sono localizzati non solo nella cassa toracica – polmone, pleura, cuore, pericardio -, ma anche in altri distretti dell’organismo – cervello, laringe, esofago, mammella, rene, stomaco, pancreas, peritoneo, intestino tenue, colon-retto, pene, prostata, ovaio, testicolo, timo, tonaca vaginale del testicolo, vescica, vagina -. Tra le più importanti affezioni non tumorali ci sono il morbo di Alzheimer e l‘autismo, e la Sclerosi Laterale Amiotrofica”, ha aggiunto Ugazio. Come difendersi? Se in Italia manca una medicina della prevenzione, alcune azioni possono essere messe in pratica nella vita quotidiana, limitando il più possibile l’esposizione a questi fattori di rischio: “Non dormire accanto al telefonino acceso, ridurre il più possibile l’inalazione di sostanze chimiche derivanti da detersivi, cosmetici, vernici, solventi, acquistare quando possibile prodotti biologici. La cosa principale è la consapevolezza delle persone”, spiega Pasciuto, che con la sua associazione è impegnato per una corretta informazione su questi temi e organizza corsi di formazione per medici.


Fonte http://www.lastampa.it/2014/05/30/scienza/ambiente/focus/sostanze-chimiche-e-salute-un-legame-a-doppio-filo-X3lLAs5ZvygmFvRgMz9sXM/pagina.html

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